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Prefazione

Non vi è assolutamente nulla di scontato, nemmeno in un'azione semplice, ordinaria, ripetitiva come un cammino lungo una strada qualunque. Per molti anni ho subito il fascino delle case, dei palazzi, di ogni costruzione che cela oltre il diaframma di porte, muri e finestre il vissuto, l'anima che nel quotidiano vi giace.
L'osservazione si traduce in narrazione, nella ricomposizione di frammenti di vita riconducibili alle esistenze racchiuse entro quelle architetture, evidenziandosi in forme compositive e in luci.
Ho iniziato, per caso, a fissare l’inanimato ricercando in questo il suo silenzioso dire. In questa indagine la maggior parte delle immagini mi investono inaspettatamente, per lo più durante casuali spostamenti del tutto slegati da una ricerca voluta.
Tutto questo è forse un modo per raccontarmi, uscendo dall'isolamento e superando il pudore che, particolarmente nel nostro presente, inibisce e tradisce in potenziale esibizionismo l'autentico desiderio di esserci.
La finestra diviene varco, un accesso minimo alla percezione del vivere interno ad essa e alla conseguente immaginazione attraverso il suo avvolgente anonimato.
Ho voluto chiamare questa raccolta "Sottotitoli a seguire" in quanto i miei scatti sono stati raggruppati in sezioni emozionali indipendenti, coerenti ciascuna al suo interno, ma volutamente indipendenti nella loro totalità. L'idea è quella di far corrispondere ogni immagine ad una minima ma percettibile emozione e di creare, per ogni insieme, una comune sensazione.
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